Comu l’acqua
Sutta un celu ca pari di petra
supra nu scogghiu nuru
s’appoiunu i pinseri
di unu c’assittatu aspetta.
’cchiù pi ‘ddà
un picciriddu ioca
taliannu ‘na luna ca crisci
e chi ‘ntàll’acqua si spicchiulia.
Quantu luci ‘ntàdd’acqua
chi currunu e sbattunu
e ‘nnarreri tornanu
e ‘ntà di mia pensu
semu fatti d’acqua e ...
comu l’acqua curremu.
traduzione:
Come l’acqua
sotto un cielo che sembra di pietra
sopra un nudo scoglio
s’appoggiano i pensieri
d’uno che seduto aspetta.
Più in là
un bimbo gioca
una luna che cresce mirando
e che in acqua si specchia.
Quante luci in quell’acqua
che corrono e sbattono
e indietro ritornano
e dentro di me penso
siamo fatti d’acqua e ...
come l’acqua corriamo
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Molto piaciuta (Elisabetta Randazzo)
Bellissima Rasi ... quante sensazioni e immagini! (Patrizia Ensoli)
Bella, bella. Un caro saluto (Sara Acireale)
Complimenti sf. Buona serata (Alberto De Matteis)
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Sara Acireale15 gennaio 2018
Siamo fatti d’acqua e scorriamo come lei perché è il nostro elemento. Versi molto suggestivi, specialmente scritti in dialetto siciliano. Immagini molto belle, mi sembra di vedere quell’uomo che aspetta seduto, il bambino che gioca e tutte le luci che si specchiano nell’acqua...

