Fuori
Daniela Dessì
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Guardo dentro la sofferenza,
senza potermi rigirare nel letto.
Il profumo dell’aria,
posso solo immaginarla,
là fuori, nel cicaleccio allegro
dei ricordi che cantano un altro tempo.
Qui tutto è fermo, goccia goccia di una flebo
che singulta i battiti di un cuore malato.
Mi avvicino al non senso,
su una linea piatta che assottiglia l’esistenza.
Vorrei tante cose,
finire la compiutezza della vivere come ci si aspetta,
dignitosamente.
Quando ti assale un male mostruoso,
pensi di combattere,
senza lasciarti andare,
opponendo le forze,
mai desistendo dalla vittoria.
Ma poi, solo,
lotti invano contro una forza maggiore.
Non ti perdoni di morire,
ma sai che devi,
per principio di statistica.
La cura è la chemioterapia,
il dolore insopportabile
da ingoiare
sino al limite della pazzia.
Ti riduci a un osso parlante,
che sibila un suono di campane.
Là fuori c’è il sole,
ma dentro piove,
senza smettere di annegare nel proprio male.
©
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L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
Commenti (1)
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Eolo16 gennaio 2018
Testo molto doloroso, di malattia e solitudine, Versi struggenti che colpiscono dentro a misurare un sentire senza speranza.

