Tempi che fu
Nei tempi appena andati
non era cosa facile davvero
gestire l’agognato incontro
con l’innamorata che sognavi
e che più d’ogni cosa amavi
tanto da immolar la propria vita.
Nessuno ancora avea l’aggeggio
oggi chiamato cellulare
da mettersi d’accordo sul da fare:
per poter prendere un appuntamento
era come fare un terno al lotto
imperterrito andavi tornavi e ritornavi
in quella poco trafficata via
con la speranza che uscisse fra non molto
per comprare derrate alimentari
o per portare l’acqua dalla fonte
oppure per andare in farmacia
e se trovavi il giorno fortunato
di solito finivi ripagato
e l’incontravi al primo tentativo.
Ma non per questo tutto era risolto
non potevi fermarla per la via
pur se fosse poco trafficata
vi eran svariati occhi a far la spia
dalle finestre, comprese quelle della zia
e chi spettegolava senza senno:
così, quando incrociavi la tua bella
con l’occhio facevi qualche cenno
e passando a Lei molto vicino
le sussurravi il dolce messaggino
senza fermarti per non dar nell’occhio
a chi spiava dietro l’abbaino.
L’intesa veniva presa al volo
e con la scusa di comprare un grembiulino
ci si trovava nella sobria merceria
dove il mercante faceva l’occhiolino:
oggi non sono più di moda
i nascosti ed accoglienti angolini
creati in posticini disperati
che solo il creatore conosceva
e che sbadato, Lui non si accorgesse
di ciò che sul sito succedesse.
Anzi, sembra che i personaggi incoraggiasse
a restare sempre più nascosti
come sardelle, stretti ed avvinghiati
che perfino il respiro stava assente
in quelli angoli stretti ed appartati
dal creator dei cieli architettati
che dopo aver con cura ponderato
gli aveva in qualche modo camuffati.
Quel posto era sicuro come un forte
per protegger la forza del destino
ma confidar dovevi nella buona sorte
e qualcuno si sentiva sfortunato
quando trovava il sito già occupato
e svaniva l’ardore pregustato.
I nascondigli per gli innamorati
venivan da tutti rispettati
e dai tempi della loro creazione
furono dai poeti immortalati
e da generazioni frequentati
fino a quando il pregresso gli ha obliati.
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L'autore
gabriele vacca
Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
... E Gianni Morandi cantava: \"Fatti mandare (Antonio Terracciano)
dalla mamma a prendere il latte! \" (Antonio Terracciano)
Bravo e like. (Marinella Fois)
Commenti (1)
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Marinella Fois23 gennaio 2018
Storie d’altri tempi, piacevoli versi che inducono alla lettura sempre più avvincente!
