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Sociale 26 gennaio 2018 · lettura 1 min · 1086 letture

Olocausto

Giovanni Licata 517 poesie pubblicate
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AL giudizio del Padre si prostrarono ammassati in un treno senza ritorno cuor straziano allumano sentimento. Ma... demoni della morte d’uomini senza senno fratelli cremano. L’olocausto senza fine ancor oggi ricordano quei forni crematoi ove voce straziante d’anime nell’aria non trovano pace
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L’olocausto senza fine ancor oggi lo ricordano al mondo. quei forni crematoi, le grida straziante d’anime che non trovano pace

L'autore
Giovanni Licata

Biografia Nato a Favara nel 1947, nel territorio di Agrigento,Scrive, poesie dal 1990, ha partecipato a diversi concorsi letterari, classificandosi spesso tra i primi posti, approfondendo le propri attività sulla pittura ,e alla vita sociale.

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triste ricordo da non dimenticare... (Giovanni Monopoli)

grazie e complimenti, ben scritto! (Stefana Pieretti)

Molto vera segnalo (Maria Assunta Maglio)

Molto profonda...è nelle mie corde (Sara Acireale)

Commenti (2)

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Galante Arcangelo26 gennaio 2018

Un toccante testo, certamente scritto per celebrare anche il giorno della memoria, ricorrenza che cade ‪ il 27 gennaio‬, come commemorazione di tutte le vittime dell’olocausto. Fu proprio in quel giorno, nel lontano ‪ 1945, che le truppe‬ russe liberarono, infatti, il tristemente noto campo di sterminio di Auschwitz, ove, molte voci di innocenti, tacquero per sempre. Ricordare tutto quel male, subito da persone inermi, tra cui donne e bambini, in nome di un odio puramente razziale, deve essere sempre ricordato, anche come monito perché, tutto ciò, non possa accadere mai più. Lirica che ho letto con interesse e che condivido appieno, nell’intrinseco e profondo contenuto.

Maria Assunta Maglio26 gennaio 2018

Per non dimenticare crudeltà e razzismo, per non dimenticare tutte le vittime del popolo Ebreo. Lirica che richiama l’attenzione sociale.