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Dialettali 26 gennaio 2018 · lettura 2 min · 2578 letture

U picciriddu chianci

Giacomo Scimonelli 518 poesie pubblicate
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Quannu u suli s’ammuccia u picciriddu chianci a speranza sa stuta e lu munnu cìecu se ne futte... a cuscienza nun mutta. Sappoia n’capu l’occhi sciddica fino intra lu cori ’u duluri ranni che trase nell’ossa duluri che feddia i carni duluri picciulu ma troppu ranni. Nenti u cunsola tutti surdi con l’uricchie n’tappate a bucca che nun parra e i brazza ‘ncruciate... e u picciriddu si scanta senza nuddu che l’accarizza si senti sulu intra stu scuru... c’è a luna, ma ‘ncapu u lettu na vuci manca... ’a vuci ra mamma. Quannu si nasci ‘a vita canta ma senza famigghia ‘u jorno è voto. A duminica l’amicheddi cu papà jocano, sunu cuntenti, a pranzo s’assettanu, s’arricrianu davanti na tavula ben cunzata, tuvagghia russa, carni, pasta e na muntagna ri cosi duci. Ma sti jurnate u picciriddu scanusci cresciuto sulu nu cunventu cun tante madruzze e picca gioia nu pettu. Senza un vasuneddu e na manu che t’aiuta sulu u chianto t’ascuta... a mamma è a mamma. U picciriddu chianci chiure l’occhi e s’addorme... ...e dal cielo una mano lo sfiora di carezze lo ricopre e con un bacio lo consola. L’orfaneddu finalmente sogna...
#Famiglia#Buio#Paura#Solitudine#Sogno
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Giacomo Scimonelli

Sono nato il 15 giugno 1971 a Saronno in provincia di Varese e dall’età di 13 anni vivo a Caltagirone in provincia di Catania. Sono educatore presso una comunità di minori da ventisei anni e amo il mio lavoro. Ho due figli che adoro. Amo la quiete ed il silenzio. Scrivere mi aiuta a sentirmi meglio quando la tristezz

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Le sensazioni lasciate dai lettori.


Testo struggente che mi ha commosso. Giacomo (Eolo)

Giacomo, la infiocco. Cari saluti! (Ela Gentile)

Un meraviglioso vernacolo da leggere con passione (Silvia De Angelis)

Un caro saluto poeta (Silvia De Angelis)

davvero bella, complimenti (Paola Riccio)

Giacomo complimenti davvero, emozione! (Patrizia Ensoli)

molto sentita. Complimenti. (Duilio Martino)

Profonda emozione, sempre bravo Giacomo. sl (Anna Di Principe)

Il dialetto esalta questi versi (Demetrio Amaddeo)

esaltano (Demetrio Amaddeo)

e fa si che diventi una bellissima poesia (Demetrio Amaddeo)

Sei anche in vernacolo... (Sara Acireale)

Bella, bella. Un caro saluto (Sara Acireale)

bel vernacolo elogio giacomo s (carla composto)

Commenti (9)

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Eolo26 gennaio 2018

Testo struggente, commovente, intenso che nel nostro dialetto siciliano raggiunge il suo apogeo a dare significato di solitudine e dolore. Versi che, in modo accorato, danno la giusta dimensione di conforto e di misericordia al piccolo orfano solo senza più i genitori al quale poeta con trame poetiche sentite ha ridato dignità e il sentire la vita.

Ela Gentile26 gennaio 2018

Intenso, commovente testo che coinvolge emotivamente. Non può non stringere il cuore un bimbo che, muto e solo, soffre la mancanza della mamma, sostegno e motore d’amore. L’autore ha saputo con maestria dare l’immagine straziante di questo bimbo che, solo e senza i genitori soffre e niente riesce a consolarlo, solo una mano, dal cielo, lo sfiora con una carezza e lo consola. Bellissima, piaciuta e apprezzata. I miei plausi all’autore.

Berta Biagini26 gennaio 2018

Non conosco il siciliano e per essere sincera mi sono aiutata con i due commenti. Pezzetto per pezzetto sono riuscita a mettere insieme quasi il tutto e devo ammettere che la commozione è stata forte – ho conosciuto questa mancanza nel volto di altri bambini che nell’infanzia mi hanno tenuto compagnia che posso ritrovare su vecchie foto. Particolarmente sentita la parte caudale giunta inattesa.

r
romeo cantoni26 gennaio 2018

...Un po’ di fatica ma la dolcezza di questi versi scivola sull’anima... teneramente il messaggio sarà recepito dagli uomini di buona volontà che, nonostante i tempi, portano avanti il discorso sulla Conoscenza...

Anna Di Principe26 gennaio 2018

Straordinario leggere questo struggente testo in vernacolo siciliano...È vero di notte la speranza si nasconde come il sole, ma ancor di più per un bimbo che è costretto a vivere in una struttura per orfani e sopportare la mancanza delle carezze dei genitori. Il Poeta con la sua sensibilità ha evidenziato le privazioni di chi in tenera età si ritrova senza alcun parente e la normalità di chi ha tutto. Versi di grande significato etico- sociale e per riflettere... elogio!

carla vercelli26 gennaio 2018

Bellissimi versi, toccanti e commoventi, da scoprire e leggere adagio, adagio nella lingua siciliana e con un finale meraviglioso!

Sara Acireale26 gennaio 2018

Quando muore la mamma scompare il sole e il bambino piange. È solo senza nessuno che l’accarezza, che lo consola. Solo con i suoi piccoli ma tristi pensieri, vede il buio attorno a se e disperatamente piange. È solo, disperatamente solo, nella corsia di un orfanotrofio e il suo piccolo cuore soffre per essere orfanello, senza nessuno che gli doni amore.

carla composto27 gennaio 2018

manca la carezza di una mamma ...il bimbo piange... commovente e molto bella questa lirica... nel silenzio il bimbo soffre non ha più la sua mamma accanto a lui

Emilia Otello27 gennaio 2018

Carissimo Giacomo... C’è poco da dire su questa splendida poesia... Anche se non conosco il dialetto siciliano, ti assicuro che colpisce tanto... va dritto dritto al cuore. Bravo , mi ha commossa. Complimenti!!!