Viaggiai sulle rive dei ricordi
massimo turbi
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viaggiai sulle strade poco illuminate
dai ricordi di quelli che costeggiano
il vecchio fiume fanciullesco
di quando da ragazzino armeggiavo
con la fantasia nel sentirmi
pirata di navi fantasma
luci fioche solcavano la curiosità
di ritrovarmi cinquantenne
librando con la bici rossa da cross
su cumuli di terra contadina
gareggiando con l’amico del cuore
sempre piùi esuberante rispetto
alla mia timidezza che mi rese innocuo
guardai le finestre serrate della paterna casa
con i musi scrostati di quando
aprii gli occhi sulla famiglia che scelsi
(come la shamana mi disse l’altro giorno fa)
uguale a se stessa addormentata nel silenzio
di un piccolo paesino dimenticato da dio
sorvolai l’immensa chiesa di cemento
ricordando di quando mi sentii tarzan della tv
aggrappato ai fuscelli
di campane ottuagenarie
sventolando come Cita del cinematografo
sereno di sbirciare le mutandine dell’amica
suonai quelle campane a morto
quando passò il funebre carro di madre
dormiente vestita da sposa felice
guardai poi gli occhi della vicina di casa
anche lei addormentata sulle vie del signore
come se fosse stata una seconda mamma
vegliarono i corpi di mamma e di babbo
all’ingresso del nuovo mondo di luce
ove con amor mi tennero per mano ancor
si meraviglia l’animo ancor della spontanea
leggerezza nello scrivere
assimilando i ricordi come se mi saziassi
.di pane emotivo per farne poi
parole gettate nel vento frondoso
della notte senza luna
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