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Sociale 28 gennaio 2018 · lettura 1 min · 4122 letture

Numeri in fumo

Cinzia Gargiulo 221 poesie pubblicate
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Ero un uomo sono diventato un numero tra altri numeri. Ore dilatate trascorse nei campi. A sera per i più fortunati una doccia a secco con quell’odore forte a dare il sonno forzato. Il soffio del vento a farmi compagnia spazza via le ceneri in una danza macabra al ritmo d’una musica popolare. I piedi sanguinanti concimano la terra e nel delirio della fame vagheggio la libertà oltre il filo spinato. Oggi m’hanno premiato ho smesso d’esser numero ho fatto la doccia anch’io!
#Crimine#Persecuzione#Libertà#Morte#Memoria
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L'autore
Cinzia Gargiulo

Sono un’insegnante di scuola dell’infanzia. Mi piace il teatro, il cinema, la poesia, la musica dal vivo e ogni forma d’arte. Amo il mare e il contatto con la natura e porto in me la solarità della mia città: Napoli. Adoro le poesie di Neruda, Hikmet, Sara Teasdale, Tagore. Scrivere per me è dare ossigeno alla mia

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Le sensazioni lasciate dai lettori.


(Rosanna Peruzzi)

molto bella cinzia S poetessa (carla composto)

Brava, molto bella! (Gianna Occhipinti)

la malvagità dell’uomo non conosce limiti... (Giacomo Scimonelli)

Un testo che mi ha commosso... Cinzia (Giacomo Scimonelli)

un carissimo saluto... (Giacomo Scimonelli)

Cinzia, complimenti per le rie scelte (Sara Acireale)

Commenti (5)

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Rosanna Peruzzi28 gennaio 2018

Non ci sono parole di fronte a tanta insana crudeltà umana... Solo un numero era ciascun uomo, donna, bambino, o forse neanche quello... non erano nulla, solo morti che camminavano, ancora per poco. Un testo forte, per non dimenticare!

A
Antonio Terracciano28 gennaio 2018

Sentita e originale poesia che, nelle sue cinque strofe, fa parlare un internato nei campi di concentramento nazisti. Ma, a pensarci bene, non potrebbe essere quell’internamento inteso anche come una metafora delle nostre vite di tutti i giorni? Non si comincia col far credere ai giovani che "Arbeit macht frei", mentre li si trasforma in numeri? E quella strana musica che sembra risuonare nei lager e che allontana la tristezza non equivale forse ai moderni concerti rock? Ci illudiamo di essere liberi solo perché il filo spinato non lo vogliamo vedere, e quella doccia serale (sulla quale la poetessa si sofferma due volte) potrebbe corrispondere a qualche tranquillante, a qualche sonnifero che ci permette almeno di dormire un po’ ...

carla composto28 gennaio 2018

una lirica sentita ed apprezzata che rende l’idea del tema trattato... una chiusa intensa che fa rabbrividire

Giacomo Scimonelli29 gennaio 2018

Numeri... solo numeri come per la carne da macello... questa era la fine per uomini che erano considerati come il male in terra... uomini considerati come una razza inferiore... una razza da eliminare completamente cancellando tutto di loro... doveva restare solo cenere come risposta alla loro presenza sulla Terra... un testo intenso che commuove

Sara Acireale29 gennaio 2018

Numeri... soltanto numeri si diventa e le condizioni di vita sono disumane. "Se questo è un uomo" scriveva Primo Levi. No, non è un uomo... non può esserlo chi provoca uno simile scempio, chi tratta i suoi simili in modo orribile, chi li marchia come bestie che devono andare al macello. Versi che entrano nell’anima e, speriamo, che possono scuotere per un po’ le coscienze addormentate.