Erano ragazzi
Corpi...
spoglie disegnate dentro
senza nome sono morti
senza messa e senza musica,
senza loculo che la polvere ed il fango.
Domani piangeranno
donne anzitempo invecchiate
come piccole lumache
nella frescura della sera.
Ferri arrugginiti
pezzi da museo corrosi dagli anni.
L’acciaio freddo
ha cantato l’ultimo miserere.
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Commenti (1)
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alias Marina Pacifici28 gennaio 2018
Toccante e profonda riflessione lirica sulla Shoah. Per non dimenticare. Mai, nemmeno in poesia.

