Stazione inferno
Franca Donà astrofelia
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Il mattino veste i vapori del buio,
nel fiato parole sbucciate a metà
tossite con l’alito caldo di fumo
l’impronta d’un caffè sulla lingua
e in tasca qualche spiccio ramato.
Un giorno qualunque anche oggi
sui sedili del solito treno, la nebbia,
la vecchia rotaia che stride assonnata
e quel sogno di sempre d’esotico mare
fanciulle dai fianchi ondeggianti e tiarè.
Un sogno da sempre rinviato per paura del volo
e quel sonno cullato dal ritmo del treno
poi gli occhi sbarrati e una bava di sangue
un ammasso straziato di anime e ferro
la corsa finisce dove inizia l’inferno.
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Franca Donà astrofelia
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