Aspettando Godot
alias Marina Pacifici
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Dal binario suona la campanella
e la nostalgia porta i pensieri alla deriva
al viavai scanzonato di vita
alla stazione di Santa Maria Novella,
all’autunno a Firenze,
al tuo abbraccio,
al calore della tua mano.
Dal binario desolato
in solitudine attendo invano.
Il treno non arriva.
Nella notte solo tenebra e gelo.
Non rischiara la veglia nemmeno una stella.
E la tristezza imprigiona il respiro in una segreta d’inquietudine,
annebbia lo sguardo, ghiaccia il fiato.
La notte è la banchina brinata del nulla.
Anche l’alba dissolve in illusione
nella ricerca spasmodica di giorni dispersi nel divenire.
Le stagioni del cuore perdute,
tutto ciò che ho amato e non voglio dimenticare
nella malinconia di un canto
che soltanto Tu, Poeta dell’anima mia,
puoi sentire e decifrare.
©
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