Lune selvagge

Ode alla Luna Calante.
Quando è piena, sale in alto come una Regina.
Ode a quella crescente,
Selvaggia, innocente, tangibile come la notte.
La mia anima cavalca le stelle.
Spilli d’argento
su chioma corvina.
Dalle bronzee labbra,
Luna Nuova, nuda come la verità
nascosta nel profondo...
Sulle mani, dita di perla,
unghie di diamante.
Sulle gote, pietra di luna,
occhi di quarzo.
Ruota che non si ferma.
Se ne sta da sola.
Guardami da dietro l’avorio del destino.
Senti come bollono i giorni
nel calderone che tutto trasforma.
Un anno ed un giorno.
Sei erbe e tre piedi reggono l’universo.
Baccanti invasate, affondano i denti
nella carne cruda.
Fiere Amazzoni a guardia
del gregge della notte...
Le mie Lune Selvagge
sono li che fremono.
Aprono la vagina
dove il tutto ed il niente
si mescolano.
Il buio e la luce.
L’acqua ed il fuoco.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
G Mirra
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
