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Dialettali 19 febbraio 2018 · lettura 2 min · 2675 letture

L’amuri nun è pi tutti

Giacomo Scimonelli 518 poesie pubblicate
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Ccu stù friddu e lu cielu scuru lu suli nun vo’ cantari lu ventu curri li passareddi nun ponnu vulari e cu li mei pinseri m’ appoio supra nùvoli niuri niuri nùvoli dispittuse ca passìano e jocanu cu l’arma mia scuntenta... E sutta stu manteddu grigiu, comu lu me cori, lacrimi di duluri vagnano l’occhi occhi chini di disìu ca cèrcanu lu focu e cunfunnunu ‘a sira cu ‘a matina senza canusciri autra via... ’a spiranza è vacanti e cu li mani darrè ‘a carina caminu rassignatu cirveddu moddu, testa vascia e picca curaggiu... sulu suspiri e lamentu ’nta lu pettu. Iu vulissi cantari ca me vuci stunata vulissi capiri pi quantu tempu a’ ddurari sta cunnanna... forsi è megghiù ca restu mutu scrivennu ‘n capu a carta mi piaci babbiàri cu li paroli ma nun sempri sugnu àbbili strazzu lu fogghiu e restu sulu a pinsari... l’amuri nun è pi tutti l’amuri sa’ miritari... l’amuri è passiuni e rispettu emuzziuni ca scurri ‘nta li vini l’amuri è lu rijalu di nostru Signuri... Iddu sulu sapi chiddu ca’ ffari. ...e oggi lu me cori sulu e rassegnatu jetta vuci e chianci... sugnu stancu di priari sugnu stufu di sugnari stutu ‘a luci pruvannu a rispirari... e chista ‘a vita ca mmèritu picchì quannu si sbagghia l’erruri, pìcciulo o ranni, s’ha ppaiari... sempri.
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L'autore
Giacomo Scimonelli

Sono nato il 15 giugno 1971 a Saronno in provincia di Varese e dall’età di 13 anni vivo a Caltagirone in provincia di Catania. Sono educatore presso una comunità di minori da ventisei anni e amo il mio lavoro. Ho due figli che adoro. Amo la quiete ed il silenzio. Scrivere mi aiuta a sentirmi meglio quando la tristezz

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anche in dialetto SL giacomo (carla composto)

Un caro saluto poeta (Silvia De Angelis)

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Bravo! Giacomo. (Cinzia Gargiulo)

Dialetto che rapisce l’immaginazione bravo Giacomo (Pino Gaudino)

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Commenti (13)

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carla composto19 febbraio 2018

non tutti hanno la fortuna di trovare l’amore d’imbattersi in questo meraviglioso e stupendo sentimento ...il poeta lo spiega molto bene in questa lirica in un bellissimo dialetto... in versi melodiosi che parlano al cuore e fanno sussultare l’anima ... opera molto bella

Stefana Pieretti19 febbraio 2018

non conosco questo dialetto ma, per quello che ho capito è un bellissimo canto d’amore scritto. come sempre, mirabilmente versi che accarezzano l’anima . elogi!

Eolo19 febbraio 2018

Testo d’introspezione metaforica, reso più struggente dal dialetto che gli conferisce un Pathòs intenso. Versi arricchiti da metafore che trovano riscontro a sentire il dolore e la solitudine per l’amore perduto. Non esiste più ritorno quando l’amore finisce, tutto ha un sapore amaro di emozioni perdute!

Silvia De Angelis19 febbraio 2018

Un vernacolo magnifico ed emozionante per un canto d’amore nostalgico, che ancora fa pulsare il cuore Versi molto apprezzati

Maria Fiorella Corazza19 febbraio 2018

Non conosco questo dialetto, ma ho colto il succo dell’opera... versi che parlano di un amore perduto, che imprimono il dolore che l’autore ha esternato attraverso il bel componimento! Profonda, bravo!

Sara Acireale19 febbraio 2018

Il Poeta riesce a esprimersi molto bene anche in vernacolo. "L’amuri nun è pi tutti" è un testo suggestivo ma molto triste, si sente il pathos, si percepisce il dolore per un amore perduto. Gli occhi sono pieni di desiderio, cercano il calore dell’amore e non lo trovano; si confondono e non riescono più a distinguere la notte col giorno. Il Poeta parla di errori ma tutti sbagliamo nella vita e (in primis) bisogna perdonarsi e poi andare avanti con serenità.

Anna Di Principe19 febbraio 2018

L’amore non è per tutti, perché esso significa rispetto, passione e sensibilità. Il bravo Poeta affonda la lama versificando l’assenza dell’amore come una condanna. In questi versi c’è la vita con le sue sottrazioni e lo stato d’animo legato ad un’insoluzione intima... questo è il cruccio di tutti coloro che riflettono sulla precarietà esistenziale. Molto apprezzata la poesia in vernacolo siciliano e lo stile ritmico e scorrevole... elogio!

Patrizia Ensoli20 febbraio 2018

Un canto d’amore intenso, triste e sofferto ... Si sbaglia e spesso non ci si perdona amare è in primo luogo amare se stessi e lo si può fare solo perdonandoci e imparare. Piaciuta per il grande phatos.

Ela Gentile24 febbraio 2018

Una lirica in vernacolo intensa e appassionata che prende il lettore per il pathos, il sentimento e il dolore che pervadono l’animo del poeta. L’ho letta e interpretata in tutte le espressioni e le immagini colorate, intense e incisive che vi sono nei versi, immagini che coinvolgono perché un po’ comuni a chi incontra l’amore con tutte le sue componenti positive ed anche negative come la disperazione e la rassegnazione. Nonostante la grande tristezza è una lirica molto bella scritta mirabilmente, come sempre, da questo poeta che stimo e ammiro.

A
Anna Maria Feliciotto25 febbraio 2018

la sofferenza per un amore finito, per un errore che non perdona è resa ancor più struggente dall’uso del vernacolo in una cantilena triste e trascinante avvolta nel grigiore di una natura ostile che sembra uniformarsi alla tristezza di un’anima in pena. una lettura piacevole e coinvolgente. Complimenti all’autore

Marisol5825 febbraio 2018

E’ vero gli errori commessi nella vita si pagano prima o poi ma questo non vuol dire per sempre perché credo che nel momento stesso in cui ammettiamo l’errore ricomincia in certo qual modo la riparazione dell’errore e la vita comincia di nuovo ad offrire le sue gioie. Una splendida poesia.

Cinzia Gargiulo1 marzo 2018

"L’amore non è per tutti"...Chi lo dice? Io credo che ci sia per tutti anche se a volte le vie dell’amore non sono lisce, sono piene di ostacoli ed anche di sofferenza. In quanto agli errori, chi non ne fa?...Ma siamo noi spesso troppo intransigenti verso noi stessi e questo ci fa soffrire molto di più di un amore controverso. Poesia intensa, resa particolarmente struggente dal dialetto, molto apprezzata.

Stupenda quell’immagine che apre ai versi... superlativo il linguaggio dialettale... quella lingua Siciliana che da sola sa dipingere immagini di poesia... Quando si arriva alla stanchezza di sognare e di parlare di un amore... si rimane increduli e frastornati da quel senso di gelo che ci prende e ci attanaglia rimanendo come inebetiti finché infine non ci rendiamo conto che davvero è finita... E’ il momento del dolore totale e della malinconia... Una lirica coinvolgente molto molto bella ed intensa... Molto apprezzata...