Dove ho perso elevo le mani
Nicolina Macari
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Dove ho perso guardo una rosa fiorire
dalla rugiada del mio petto
si serve delle mattine più limpide
come un vento miracoloso
che unge il seme della luce
con il suo respiro e la sua bocca.
Così quella solida radice
dai suoi limiti depurati
ha cura della mia anima
come una linfa abbarbicata.
Dove ho perso elevo le mani: Che libertà!
Ne ho eletta una
indossa un abito di zolla
e un muschio bianco di cielo
e tutte sue son le parole di farfalla
devo solo cantarne un carico d’amore
ampio come l’occhio che lei posa su di me
sulla pagina della vita...
E torna piena l’aria dalle buone gambe
folata all’orlo d’un bacio che trabocca...
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