Dove sono già stata
Selli Brun
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Divisa come pane
sono assenza di niente fra l’oggi e il domani
sono svanita memoria di sorrisi nel bianco
e la mente è assenza di ceruleo cielo.
Sordo si sente il richiamo della polvere
e resta pallido quel viso senza luce.
Mi sono scordata di te
non dimentico invece le assenze
e quel giorno bugiardo di giugno
in cui veniva mietuto grano senza falce.
Ho dimenticato anche i canti e la voce
di spiagge lontane e baie ventose
Ho dimenticato tavoli all’ombra
e pigne di gelsi raccolti in un paniere.
Voli selvaggi compie in certi giorni il cuore
e piange di memoria ogni ricordo
quando è lasciato fra i rovi appassiti
e non è stato più coltivato.
Si è poveri d’immenso e di pane
si è lenti nell’andare e nel capire,
dischiusi come fragranza di vino
Il ritorno indietro non giova
e l’anima peregrina si affatica
ad ogni impennata del tempo
Ogni ritorno è dolore
Rimaniamo qui senza parlare
viviamo questo presente immenso
chiudendo le porte alle folate di vento
e alle infauste maree.
Stanotte dormirò qui su questo giaciglio
all’ombra delle camelie bianche
che mi soleva regalare marzo
quando indietro, dove sono già stata,
non c’era la pioggia.
©
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L'autore
Selli Brun
Estrosa e creativa fino alla follia; puntuale e seria più di quanto basta; istintiva, tenace e volitiva fino all’esasperazione; volenterosa e laboriosa tanto da dar fastidio a chi non lo e‘. Logorroica fino all’impossibile, sensibile e permalosa. Costruisco mondi immaginari e vivo di poesia raccolta in posti in cui
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