L’onta sulla mia città
Chi sei tu
non giudicarmi,
non affliggermi
con i tuoi passi,
sai io non ti vedo
sento quel fruscio,
che solo tu puoi avere
quella veste nera
che copre quell’onta
che tanto mi perseguita
e nel buio,
e nel buio come te
che penetri dentro l’anima
e se la porta via.
Oh perla che dall’alto
immensa sei che di te
per onta fui macchia,
se nascer io dovessi,
nella tua culla nascer vorrei
dolce Napoli mia.
©
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