"Requiem II"
Stefano Drakul Canepa
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La terra non poteva bastare
a contenere le tue labbra
baciate dal vento
e il marmo doveva essere freddo
Perché l’inverno potesse arrivare
ad accarezzare le ombre
nere della speranza uccisa
da mani impietose
Le rocce erano ormai sepolte
in una fossa profonda
con una croce antica
sulle zolle separate dal cielo
Grigio sulle nuvole
con la pioggia mista a lacrime
che scendevano
per formare rigagnoli di dolore
Sottile come le sere di novembre.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Sottil... mente. (Peppe Cassese)
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