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Dialettali 23 febbraio 2018 · lettura 1 min · 368 letture

A vita du munnaturi

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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L’arburi muti muti stannu sugnu stinnutu supr’à stu ramu, e masticu comu ‘na scecca l’amaru di sta fogghia c’a me vita fu. ’ccull’occhi chini di lacrimi di ventu rispiru aria frisca e sapuri i lignu. Viru nasciri e calari u suli sempri a sta scala arrampicatu mentri li cimi tremanu sutta botti di forbici a stramari. Chista è a vita mia partiri cu scuru a la matina c’un pugnu d’alivi quattru sardi e ‘na rota ri pani ‘ntà ‘na truscia e turnari cu scuru a sira cch’i rini ammartucati ri stanchizza. Chista è a vita mia a vita du munnaturi.
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Da "voci e volti del passato"

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Rasimaco

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Una vita di sacrifici che commuove (Giacomo Scimonelli)

Commenti (3)

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Paolo Ursaia23 febbraio 2018

La consueta classe ed eleganza, in versi che traggono dal dialetto forza e freschezza. Mi ha colpito che, a distanza di pochi minuti, ambedue abbiamo parlato di vita e percorsi di vita. Le tue parole graffiano con la scabra dolcezza di una riflessione dolce amara, da assaporare con lentezza. Molto piaciuta

Giacomo Scimonelli24 febbraio 2018

La classica giornata di un potatore di alberi... dalla mattina alla sera sopra un albero ... durante la giornata è impossibile non pensare. Una vita di sacrifici... una vita amara come l’ennesima foglia che si mastica durante il duro lavoro... il vento riempie di lacrime gli occhi ma almeno da quell’altezza si respira aria fresca che profuma di legno... Una vita dedicata unicamente al sacrificio... a pranzo solo poche olive, un tozzo di pane e quattro alici... un pasto semplice e veloce per riprendere il proprio lavoro... Giornate intere a guardare quel sole che nasce all’alba e sparisce la sera quando finalmente si può tornare a casa... tornare con la schiena distrutta dalla stanchezza... questa è la vita del potatore... versi intensi

Rosetta Sacchi25 febbraio 2018

Il poeta non trascura nessun dettaglio. Regista di scene, riferite al passato, che tornano, come stemperate, nella sua narrazione poetica. Protagonisti non sono i potatori di alberi di agrumi, non è l’animodel poeta che, nei versi iniziali afferma e, nella chiusa, rimarca la somiglianzadella sua vita a quella dei “munnaturi”ma è il trascorrere d’un tempo uguale dall’alba al tramonto, dove la luce del giorno è come cancellata. Quel che resta è il ricordo del buiodi un giorno non ancora nascente e l’oscurità della sera, resa ancorapiù grave dalla stanchezza.“Chista è a vita mia”,un’espressione forte e consapevoleche entra nell’animodi un lettoreche passa così in rassegna le vicissitudini della propria vita e avverte il sensodi appartenenza a questi versi