Il disprezzo

Penso a quei
carcerati, che li portano
all’aria aperta con mani e
piedi legati; c’è tristezza
dell’evento, non è un bel
momento.
In queste
lontane isole si vede lo
squallore, uomini trattati
come animali; per la loro
sopravvivenza, fanno la
danza.
Si aiutano
pure con i rumori delle
loro catene, portavano un
ritmo come se ballassero il
mirengue con sorrisini di
piacere.
Nell’attesa,
vedono solo una speranza
confusa; sentono voci che
salgono dal fondo del mare,
le danno coraggio un invito
a lottare.
Di queste
tante restrizioni, c’è solo
accanimento nel loro agire;
non capiscono il senso, non
sono spiegabili questo è il
loro tormento.
In una logica
punitiva, la giustizia ha dato
la giusta pena; sono nell’isola
per scontare ... i loro imbrogli,
perché c’è disprezzo nei loro
confronti?
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