Strade bianche
Guido Buono
79 poesie pubblicate
+ Segui
Strade bianche
polverose
segnaste il mio giovane tempo
sbuffando talco tra le mie dita,
il fugace cammino segnando
dei miei giorni felici;
mutevoli effimere tracce
come i miei castelli di sabbia
dal sole impietoso diroccati,
dalla risacca spietata
fra inutili pianti
cancellati.
Al mattino ancor fresco e al vespro,
al ritorno dai campi,
cigolavano i bianchi sassi del selciato
sotto le grandi ruote dei carri ferrate,
sotto gli zoccoli di muli e cavalli,
di buoi poderosi e pazienti.
Ora è tutto annerito:
il catrame ti brucia
le ossa e il respiro,
il selciato è come pelle
butterata dal male.
Nostalgia del rimembrare
il magico silenzio,
al cospetto dell’immenso Taburno,
il frinire delle cicale,
monotono,
come il ticchettìo di lancette di sveglie
con tempi diversi e secondi
nella bottega dell’orologiaio.
Ora quel frinire è finito.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Guido Buono
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Sempre più bravo Guido. Il mio elogio! (Eolo)
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Eolo1 marzo 2018
Un testo di memoria, ricordi, rimpianti per una vita quotidiana di retaggio antico che volge alla fine. Il poeta con versi mirabili riesce a trasmettere al lettore movimenti di tempo sospeso, enanescenze infinite velate da un sottile velo di malinconia. Intenso!

