Devastante e superfluo
Francesco Rossi
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Il masochismo genera eroi, il sadismo, carnefici.
L’uno e l’altro distanti dalla consapevolezza e dalla dignità dell’essere vivente.
Quando il sangue depaupera il respiro ecco lo spavento.
Mai colorato, sempre in bianco e nero.
Compassionevole o immaginifico
senza più emulazioni da compiangere
con lacrime che non siano svelate o asperse sul cammino.
Il gioco è aperto:
tra compiacimenti e sortilegi,
in sequenze alternate
con costrizioni e rinunce.
Perversioni senza vizi,
rassegnazioni senza pietà.
Il cilicio ne è il vessillo.
Aculei per la scarnificazione,
paramenti per la denudazione,
si indossa con la vestizione sacrale
conferita all’inutilità,
alla mostruosità che non ha la cognizione
della propria diversità.
Stupefacente.
Annientante.
Sfigurante.
Siamo in una società che ha valicato l’orrido,
agghindata dei superflui,
dell’ipotetico e del commestibile.
Carne umana relazionata alla incongruenza degli oggetti
per una sopravvivenza devastata,
per un piacere senza traccia.
Così in un momento di consapevolezza
affermo che
il cilicio è devastante
e ancor più
superfluo.
©
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L'autore
Francesco Rossi
Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno
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Commenti (1)
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Antonio Biancolillo2 marzo 2018
L’uso del cilicio come strumento di pura mortificazione della carne " devastante e superfluo " come scrive l’autore nel titolo... e poi ci delizia don la sua secca e incisiva affermazione della chiusa nel suo momento di pura consapevolezza... "affermo che/il cilicio è devastante/e ancor più/superfluo." Molto apprezzata la riflessione poetica...

