Sono premesse, attimi
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Sono premesse, attimi
di suoni a frugare fiati, in una scena
si fa basso il meriggio con il ronzio del vento
lascia un campo indifeso, a lame.
Zitti, nel nostro farci in parti.
E presi: la scena e l’invisibile tutt’uno
e giù: la terra ha un limite
che esala dalle pozze.
E tu: guardiano d’erba
stendi le mani
ritagli un lago disgelato
un pensiero ultimo, compiuto
migrante dove
se non lo impunti, tattile
ancora molle - oh sì la neve che si scioglie
sui rododendri alla finestra
evapora perfino
e tu sei il vetro, il dito che vi scrive
la visione.
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (1)
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Galante Arcangelo19 marzo 2018
Considerazione e meditazione sul vivere l’esistenza, nel modo più pieno ed immediato! Testo significativo e vero sugli attimi che, inesorabilmente, passano, senza neppur dare loro il giusto peso, specialmente quelli importanti. Istanti da pregustare, in quanto facenti parte di una simbiosi dell’essere umano con il proprio mondo interiore, che cattura l’animo e lo porta nell’infinito suo essere. Pensieri velati di malinconiche percezioni, ove le sensibili anime, possono senza remore, ritrovarcisi.

