Lacrime nere
Non inseguirlo per esistere,
sopravviveresti appena,
spenta in un solco di resina,
tra lenzuola vuote di vita
e poi inciamperesti
nel suo volto arreso al piacere,
col tuo disincanto disidratato al sole.
Non implorare il suo amore
con una preghiera sorda,
a volte ci sono ombre
poco disposte a sognare.
Crolleresti,
tra muri condivisi
dentro corpi distanti,
come in una trappola.
Ti ha concesso un respiro
quel portatore di morbo
a bocca socchiusa,
non potevi cibarti
di un vile impositore
di corde e legami.
Ora non pronunciare ancora
la parola amore,
che uno spruzzo
di veleno invisibile
ti scende dagli occhi,
e aperta la sua bocca
resta in attesa
di raccogliere avida,
le tue lacrime nere.
©
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