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Donne 6 marzo 2018 · lettura 1 min · 2220 letture

Una Tempesta

Willy Zini 307 poesie pubblicate
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Una rivoluzionaria intuizione, nel grembo di carne l’embrione divino: l’incarnazione del Dio nella donna che si auto vivifica – la vita insegue la morte, nella vita la sorte e inespugnabili sentimenti distorti. La vita distorta, l’intortamento lento e nemmeno più un senso nel vento – nel vespro disperato, allunato, inchiodato alla degenerazione della consapevolezza: siamo fottutamente fratelli, sorelle maledettamente distratte così simili così inconciliabili. Atomi, atolli di individualità disperse! Un’unità più radicale ancora alle radici del mondo - maschio la femmina, femmina il maschio - chi avrà ancora occhi per vedere l’Androgino, quando la frammentazione dell’uguaglianza condannerà un pianeta giovane, ma troppo antico?
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Gerda Wegener (Lili). Regina di cuori, 1928.

L'autore
Willy Zini

Willy Zini nasce a Bormio il 12 maggio 1990. Coltivando da sé interessi letterari e artistici ha iniziato a cimentarsi nella scrittura sin dalla sua adolescenza. Laureato cum laude in Scienze Umanistiche curriculum filosofico all'Università “Carlo Bo” di Urbino, Willy vive dividendosi tra la Romagna e la Valtellina. I

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Commenti (1)

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carla vercelli7 marzo 2018

C’è molto materiale, filosoficamente parlando, in questa poesia inserita nello speciale dedicato alla Donna. Mi ha colpito, in particolare la domanda conclusiva: "chi avrà ancora occhi per vedere l’Androgino, quando la frammentazione dell’uguaglianza condannerà un pianeta giovane, ma troppo antico?" A me piace interpretare queste parole significative così: chi riuscirà a riconoscere in sé la propria parte mancante, maschile/femminile, salverà questo pianeta, perché la donna e l’uomo sono "così simili così inconciliabili" sono uguali ma profondamente differenti. Ed è la comprensione di questo la chiave per un futuro di pacifica e proficua convivenza tra i sessi. Ottime, complesse riflessioni del poeta, molto apprezzate!