L’infanzia nella mia città
Pasquale Farallo
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Oh... la mia città azzurrina
incastonata fra terra e mare,
fanciullesca è la memoria
un fazzoletto di terra
che tanti cuori avvolge...
Quei campanili arditi
in bianca pietra eretti
dell’imponente Duomo antico
che guardano oltre il mare
e furono vedette, un tempo
contro gl’infedeli saraceni
Di tanti sogni infranti
e corse spensierate
lungo strade lastricate,
svirgolate e strette
del vecchio borgo arrotolato.
Odori mai scordati
di spezie e di pietanze
dal sapore antico
e dal saper profondo
di mani abili e incallite
Dita riottose, nodose
lunghe tutta una vita
di donne indaffarate e snelle
ossute, consumate e avvinte
in quei corpetti stretti
un tempo giovani e belle
ed ora ormai sfiorite,
appassite...
Ma pur vigili e solerti
e dal cuore generoso
come la nostra terra
sempre umile e accogliente.
Il mio ricordo si fa incanto
si fa nebbia e si fa vento,
dal nulla fuoriesce
e con stupore cresce
e viene avanti...
Mentre una stanca mano
che viene da lontano
par che mi asciughi gli occhi
d’azzurro inumiditi,
come fossero detersi
dalle acque fresche e cristalline
di quello stesso azzurro mare
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
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