Di glicine e mirto

Quante volte hai camminato
con le dita chiuse a pugno
dentro le note di uno stornello
ad incontrare la strada.
Sotto i piedi le conchiglie
orme brevi sulla battima
al cesellar la luce sulle ombre
cavalcando senza sosta onde
che portavi dentro l’anima.
Quante volte raccogliendo
fiori nati sopra il ciglio hai scrutato l’orizzonte
sfiorando nei respiri alte vette
di cristallo.
E la notte odora di glicine e mirto
l’aurora colora il suono
si stende il manto
vivi raccogli questo senso che passa
è l’anima che danza.
©
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L'autore
adrianab
E ciascuno racconta un frammento di storia. Una goccia di vita. Liberando attimi veri fra ombre e luci.
Commenti (2)
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Stefano Acierno15 marzo 2018
Davvero molto bella! Complimenti Adriana. Costruzioni stilistiche prive di azzardi, ma precise, efficaci e dense. Sensazioni vive che ci precipitano vicino al tuo respiro...
Antonella Garzonio16 marzo 2018
Un testo originale e intrigante. Belle metafore a rappresentare la bellezza di un’anima che ancora danza, nonostante tutto. Complimenti.


