Uccidimi
Saverio Chiti
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Sale dal braccio sino al petto
come fosse veleno che m’inietto
per cercare di non capire
o per capire di non ragionare
e per non porsi domande, che in me
quasi mai trovano risposte...
Brucia, brucia assai questo veleno
che mi distoglie dall’oggi da cui da tempo fuggo
forse per pura paura o solo per timore
di non vivere come vorrei che fosse.
E se in me c’è voglia di distruzione
è perché sempre in me, c’è abbandono...
Sento che arriva dritta al cuore
questa droga ch’è ormai il mio surrogato
di un domani mai vissuto
e che forse mai vivrò, per la paura d’esistere.
Uccidimi ti prego, fallo con vigore
poiché ho il terrore di vivere ancora...
Eppure non sempre è stato così,
colpa mia...
dall’inquietudine mi sono fatto vincere
e il coraggio è venuto meno
così come la voglia di combattere
questo assurdo veleno.
Uccidimi, anzi no...
uccidi in me questa voglia di distruzione
e ridammi la vita che un dì mi fu tolta.
La rivoglio indietro, come indietro lascerò questa roba
adesso a un passo dal morire
ho capito quanto la vita, sia esempio da vivere.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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Molto bella, complimenti! (Marisol58)
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