Quello che più di noi non so
Scivola dalle dita l’unghia del pescatore
sulla rete alle mura del gozzo
e tra quei groppi
ripete il giro come un rosario.
Oscilla il galleggiante
in secco davanti al grande letto
come quegli occhi invisibili
nel suo cielo salato.
Sai quelli che non scivolano mai parole
del pensiero che ti guarda senza trucco.
A chi di noi due rompere il silenzio
il fragile solo sfiorarci di lacrime o di soffio!?
Noi cocci in questo specchio a terra
confusi sassi graffiati
per quello che più di noi non so
e ci raccoglie in polvere.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!