Il muro del pianto contro la violenza
Francesco Paolo Catanzaro
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Portano via i batuffoli dei nostri sogni
come piume strappate dalla pelle.
Ed i nostri vestiti,
appesi al muro del pianto
gridano la loro scia di subita violenza
perché avevano denunziato
ma nulla s’era mosso, nulla per indifferenza
o crudele destino femminile.
Le mentalità retrograde hanno avuto l’indecenza
di affermare che il vestito provocante
il trucco pesante
porta a far cadere nella prigione di un fato
che non può essere uguale per tutti.
Ora la folla é preoccupata,
organizza comizi, fiaccolate,
ha ali spiegate, prese di posizione
e raccoglie solo dalla polvere giurisprudenziale
schegge delle nostre grida.
Bisognava che il crimine avvenisse,
che i corpi fossero violati
per scoprirci indifese e maltrattate?
Portano via i nostri sorrisi
le nostre emozioni
e ci hanno condannate ad essere pietre
e a non credere più all’umana condizione
perché abbiamo conosciuto la bestialità
e la irrefrenabile soddisfazione
di una lacerante istintualità.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Francesco Paolo Catanzaro
Si interessa di pittura, poesia, narrativa e letteratura in genere. Ha pubblicato qualche libro di poesia, di narrativa e figura in qualche antologia poetica. Sue pubblicazioni: Il colore delle braci, Cultura Duemila 1994 Il messaggio ed altre storie, Libro Italiano 1997 La memoria,Calabria editore 1997 Effett
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