Confini
Fermarmi ancora vecchio
a inciampare
su com'ero testardo
col piede finito in una buca trappola
fuggendo bambino raggiunto
con una spiga di grano
senza vincotto e zucchero
e ancora
non finire
sotto vento
quando
il mio fiato fischia stonato
che è un povero motivo
con un gioco di parole
a spaventare i passeri
così tranquilli.
Alla luce del sole
così sul capo
ad ardere
mi piego al caldo
spaventapasseri di paglia
fiamma di fuoco a vegliare
dove finisce la fretta
d'un gatto randagio innamorato.
È la sosta sui sogni
oltre i dintorni
e forse nient'altro.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
I
Iris15 dicembre 2005
Già a che vale fermarsi? il nostro corpo è volto in avanti, tornare indietro è troppo faticoso per un ”vecchio e una vecchia) ” andiamo avanti Diego, che ne dici? Bacio, iris