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Sociale 21 marzo 2018 · lettura 1 min · 1224 letture

Progresso... regresso

Stefana Pieretti 537 poesie pubblicate
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Giochi virtuali violenti, cruenti ti senti eroe e sei prigioniero. Le mani, muovi a scatti il cervello è tutto un bip bip un vortice lento ti prende t’accompagna tra lampi ...colori rumore a martello uccidi ... distruggi eroe, assassino giustiziere ad occhi sbarrati fino al mattino non dormi non sogni non corri nei prati e ti fai uomo solo nel corpo. Il cuore, il cervello è chiuso tra sbarre col sol pensiero di tornar a giocare a vivere quel mondo. E in te s’annega il confine tra vero e virtuale. Progresso ... regresso
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quando il gioco diventa ossessione e, i nostri adolescenti passano ore davanti ai videogame perdendo la nozione del tempo, penso ai nostri giochi nei cortili e quanto era bello con le guance rosse correre e saltare. C’era più amicizia e non c’era tanta violenza minorile ...

L'autore
Stefana Pieretti

Vivo in provincia di Varese.La poesia è la mia anima. Scrivo ciò che mi detta il cuore. I miei scritti, sono emozioni, stati d'animo ,momenti della vita che esprimo con passione nel ricordo di una perdita incolmabile. Il mio primo e attuale libro " il sorriso di una lacrima" :chiude così : tra queste righe ho s

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Stefana la penso come te al 100/100! Bravaaaaaaaa (Patrizia Ensoli)

s cara (carla composto)

Commenti (5)

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Eolo21 marzo 2018

Tratti un tema profondo è attuale, il virtuale può essere pregresso e progresso, Io credo che dobbiamo essere felice del virtuale e di questo stupendo sito che ci permette di scrivere sentire confrontarci, vivere di poesia. Comprendo pure che è anche un motivo di prigionia, ma sia nel virtuale che nella realtà bisogna delineare il giusto confine tra giusto e ingiusto. Mi sovviene un pensiero che dice, cosa c’è di giusto o ingiusto sotto questo cielo? Complimenti!

Stefania Siani21 marzo 2018

E’ verissimo purtroppo, i giovani di oggi non sanno cosa vuol dire giocare all’aperto passeggiare chiacchierare con gli amici... ormai la maggior parte vive da zombie avanti allo schermo.

Umberto De Vita22 marzo 2018

Verissimo! i ragazzi non si rendono conto che con questi giochi inutili e poco intelligenti non apprendono niente di niente. Se prendessero un bel libro in mano sarebbe molto più stimolante e istruttivo. Un testo veritiero e interessante.

Galante Arcangelo22 marzo 2018

Viviamo in un’epoca ove la tecnologia ha sostituito il tempo speso, in modo più “salubre”, con una virtualità che, se male adoperata, in particolare modo dai giovani, rischia di danneggiarli, senza indugio alcuno. D’altro canto, giacché si è sempre un poco o totalmente “figli” del periodo nel quale si nasce, impossibile e controproducente sarebbe proibire il diletto, scaturito dai giochi elettronici, in funzione di un’ampia diffusione, che, certamente, in base all’educazione della persona, andrebbe limitata onde evitare una dipendenza forte. Ottime riflessioni, condivise e da far leggere ai miei nipoti che prediligono questo genere di intrattenimento!

carla composto22 marzo 2018

un tema importante per i ragazzi che stanno ore ore davanti ad un pc e di perdono aria e corse in un prato o parlare mettendosi in discussione con i coetanei ... ore ed ore davanti ad uno schermo ormai funziona così ha ragione l’autrice progresso regresso...