"Ferite sulla pelle di cera"
Stefano Drakul Canepa
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Mi difendo dalla luce come posso
e scelgo il silenzio
fra le mura di questa casa
che è come una prigione del cielo
Vivo tra le ombre
e quando scende la sera
respiro sul bordo del buio
quasi fossi un corvo dalle nere ali
Cerco il gelo dell’inverno
tra le tante primavere che rifiuto
schiaffi di sole
nel profumo acre dei semi impauriti
Tremo fra le stelle
mentre la notte chiude il suo scrigno
con la mezzaluna che apre
ferite sulla pelle di cera
Debole per i lunghi sogni dell’eterno.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
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Commenti (1)
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poeta per te zaza26 marzo 2018
Una grande riflessione sulla paura di esporsi alla luce del vivere, limitandosi a respirare ” sul bordo del buio”, a vivere tra le ombre, rifiutando le primavere e ricevendo schiaffi dal sole, tremando fra le stelle, mentre la mezza- luna trita la pelle di un corpo fragile, che sogna l’eterno ma che rinuncia a vivere il presente.

