Era mio padre
alias Marina Pacifici
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Ti ritrovo nello sguardo vivo e radioso di una rosa
baciata dalla rugiada
o nella pioggia triste di maggio
nell’ora solitaria prima che la notte cada
a rammentarmi di come l’esistenza sia corona di spine
e la vita Mater dolorosa.
Ti ritrovo nella festa di primavera del biancospino
quando mi parla di te l’alba
e s’accende
nei colori della nostalgia il mio mattino.
E anche se sono consapevole
di quanto il rimpianto
che di solitudine il cielo colora
sia emozione amara e vana,
per Te affido il mio bacio appassionato ancora
come da bambina,
padre,
al canto stuggente della tramontana.
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L'autore
alias Marina Pacifici
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Commenti (1)
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Galante Arcangelo29 marzo 2018
Una poesia dedicata alla figura paterna, descritta in maniera particolareggiata e alla quale, sicuramente, l’autrice è molto legata, nonché riconoscente, per l’intero patrimonio d’amore e insegnamento, trasmessogli con la sua presenza. Egli è come un angelo che guarda e protegge e, certamente, veglia ogni giorno sull’amata figlia e su tutti i suoi cari, con quell’affetto che resterà, in eterno, impresso nel cuore. Impressioni sentimentalmente romantiche che ho molto apprezzato!

