Meriggi d’agosto
Guido Buono
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Noi
sulla schiena ricurvi
con maestria
affondavamo
luccicanti
le zappe
nel terreno polveroso
vagliando
i tuberi corposi.
Come passeri
dagli spari fugati,
impazziti,
per ogni dove
guizzanti,
i topini di campagna
si dileguavano
dalle loro tane
profanate,
ridestando del buon cane Barone
il primordiale
aggressivo istinto.
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L'autore
Guido Buono
Commenti (2)
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Eolo3 aprile 2018
Un testo di memoria e retaggio che oltre il tempo ritorna a dare significato alla nostra vita. L’umiltà, il sudore dell’uomo in versi mirabili che coinvolgono in tutta la loro poesia tanto sentita.
Stefana Pieretti3 aprile 2018
bella immagine di lavoro nei campi par di sentire l’odore buono della terra.


