Parco delle Fonti
Paride Giangiacomi
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Se non sapessi dove mi trovo
a liberare l’anima in volo
nel guardarmi intorno, provo
a socchiudere gli occhi e non solo
a trascrivere su un rigo, come tale
gli schiamazzi e le risa, nel sole,
il frinire virile delle cicale,
aulente armonia che primavera vuole.
Schiena possente del Viale, cattura,
serba, ne fa tesoro, ora come un tempo
di tempeste dell’anima, nell’età matura
di grida di fanciulli, ché non finisca il tempo
dell’addio ai giochi, al rincorrersi, senza sconti;
è in salita, quasi sempre in ombra
turbato da zefiro di un vagheggiare antico.
-Quanto somigli al mio pellegrinare!- dico.
Ora che il sentiero sconosciuto a me sembra
portami dentro te, mio Parco delle Fonti!
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Paride Giangiacomi
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