Sola
Sono sola.
Lo straziante destino
effimero
nello splendore
irrisorio
contorto dai pugnali
volti alle spalle,
pile scariche di vita
lente muoiono
e discendono
nel fiume del perdono.
La volta
quel fiore allegro
la solita malinconia
stessa, spessa,
affranta e corrotta
da quegli strani uomini
sfogliati come libri
bruciati in quanto tali.
Sono sola.
L’indisposto fato
redime l’anima
dei malati
Di giovinezza e lealtà,
dei vacui
oblii schiacciati
dal pesante macigno
quale la società.
Composti da stelle
rifatti
da pistole scariche
le lente spade
trafiggono
il veloce cuore
del sognatore
stanco di insegnare
e del ragazzino
sveglio per imparare.
Sono sola.
L’albero
verde di linfa,
appassisce
come i fiori fratelli,
e come i fuochi,
fatuo si volge.
L’amorevole sole,
rimpiangendo
l’arcaico amico,
svanisce nell’oscurità.
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Complimenti segnalo la poesia. (Francesco Rossi)
Malinconicamente bella (Antonella G)
Commenti (1)
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Galante Arcangelo18 aprile 2018
Accurate parole che parlano di pensieri, sentimenti, stati d’animo e di ogni intenso sentire e percepire la realtà di chi è condannato a sopportare siffatto fardello. La solitudine dell’io, è una vera e propria malattia, che solo l’anima può eliminare, temporaneamente, accettandone la sua naturale esistenza, poiché fa parte della nostra vita. Però, quello che più mi ha colpito leggendo queste emozionanti considerazioni, è la capacità di averla resa emozionante, grazie a una coinvolgente descrizione espositiva. D’effetto resta il finale, molto significativo!
