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Introspezione 18 aprile 2018 · lettura 1 min · 955 letture

Immersione

Pasquale Lettieri 1157 poesie pubblicate
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Non mi prendo, scendo giù, mi immergo nel profondo, risalgo dall’intimo in questo tempo sempre a mani vuote. Nemmeno una piccola conchiglia con dentro una perla di poesia riesco a portare a galla. Il mare è calmo, una tavola di alluminio, planano nel cielo gli angeli bianchi, Bossa nova mi tiene compagnia zuccherando ogni mio pensiero, le piccole stelle dei raggi del sole ballano sulle onde del golfo non curanti del vento che le spazza via. Mi manco, ho voglia di stringere me stesso, di sentire il suono dei sentimenti, di allontanare da me la piattezza, il tedio, la noia, la prassi affettiva, il conformismo, il vivere per respirare. Voglio essere stella che brilla in questo oscuro cielo quotidiano, non mi piaccio vestito da chiunque, andare in giro senza colori con spente luci nei pensieri, con le mani in tasca in attesa di un nuovo qualsiasi giorno che vola via accumulando montagne di inutile vivere sulla spiaggia di un tempo che non mi appartiene. Mi manco!
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Non è un pianto, né una supplica ai tempi passati (ricordi) di risalire in superficie, quelli sono inglobati nel mio essere, fanno parte di me, non c’è il bisogno di rammentarli o cercarli, è solo un momento, il poeta non riesce a prendere dal profondo la vera parte di sé, parte che a volte scappa via in questo lasso di tempo sociale tempestoso e piatto, senza valori e con poca fioca luce di speranza.

L'autore
Pasquale Lettieri

La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver

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Commenti (1)

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Galante Arcangelo18 aprile 2018

Pare quasi un pianto su di un tempo fuggito, del quale, solamente malinconici ricordi e un’intensa nostalgia, sembrano colmare il triste animo del poeta. Rispolverando la memoria, affiorano immagini di un felice trascorso, interrotto dalla mestizia, la quale, non ha risparmiato spinose illusioni. Cosicché, l’autore esprime il rimpianto, oramai divenuto difficile da cogliere, in un futuro non più roseo. Una composizione introspettiva velata di uno struggente sentire!