Dimenticai, di me
Saverio Chiti
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Dimenticato ho il mio nome
e il suono di sé
così come son dimentico del passato,
troppo dolore con sé si è portato
insieme a tutto il resto...
il suo volto, il suo sorriso
il profumo della pelle
e il caldo abbraccio delle sue mani
così come le carezze
pura essenza di una vita che più non è.
Adesso vago senza meta
ciondolando in ogni strada
e in ogni nuova città
che non mi assomiglia.
Vivo, se così si può dire
ai margini di una vita che più non è
così diversa da me...
figlia del tempo di miseria
padre e madre di ogni sconfitta
perpetrata senza lottare contro quel mostro
chiamato recessione.
Eppure una volta un dì vivevo
laddove il cielo era limpido e sicuro
e tutto appariva sereno
anche il passo quotidiano.
Ma ora non c’è posto per chi rimane indietro
né speranza nel fallimento
di un ideale creduto vero,
tutto appare col suo vero volto
dopo che anche l’ultimo soffio
si è nascosto fra le pieghe di un addio.
Dimentichi, amor mio di un tempo
quel che un dì era vita, nostra vita
fatta di gioia e pancia piena
fatta di un amore di nuda carta,
adesso chissà a chi concedi le terga
forse al stolto di turno
che come me, crede nell’amore.
Dimenticato tutto il passato
mi rifugio fra la misera gente
persone che apprende
tutto di sé, al momento
senza pensare alla pigione di quella casa
che ti piaceva tanto...
chissà se vivi ancora là
dove l’incanto si è trasformato in oblio
e il tuo disarmante sorriso
in accorto pianto.
Dimentico ho il mio nome
tanto più non serve,
adesso che sono un accattone
tutti mi chiamano Tony il bello...
perché dicono che in me
vive il cuore di ogni fratello.
Dimenticai, di me, il nome
invece tutto il resto
mi è ancora amore.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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