Il pesco rosso
Rosaria Catania
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Furon rose di preghiere al vento
nell’aria l’odor di sepoltura.
Arsero i cuori
sulle fiamme dell’inferno
il pesco ne esaltò i colori,
dal rosa si trasformò in rosso sangue
rimasero spine di crune vane
l’argento luce fece fede al colore nero
ed il fiume si unì col cielo
per piangere lacrime amare.
Svanì nella cinerea sfera
l’ignoto abbandono
perduto rintocco di campana a morte.
L’audace follia sull’ideal mortale
vita che piange
morte che vaghi oltre.
Tutti ben allineati
son ombre che sonnecchiano,
candele spente
su alveari di api, sul miele sciupato
un massacro di angeli.
Foglie verdi spezzate
son cadute sulla inconsapevole sorte
e la terra li raccoglie in un abbraccio
fatale d’odio inestinguibile.
La nebbia si curva a se stessa
e sulla opaca aria
per non udir più la luce arsa.
Invano cercano
la cieca buona carità
nella vana veglia d’agonia.
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Rosaria Catania
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