Donna
Alboraletti Enrica
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Ti guardo
e m’inchino
Amaro il sapor che la vita t’ha dato
Con occhi
che più grandi non sanno d’esser
suggi la forza da quel visino
che l’amore ha donato
Accendi la sfida
al tuo infinito travaglio
e io che ti sono madre
nulla posso
sol più che amarti
all’ angolo in attesa
in un fervente silenzio!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
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