Polvere e resine
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Quanta nostalgia nella tua Poesia... (alias Marina Pacifici)
Rasi, un caro saluto! (alias Marina Pacifici)
di spessore bella S (carla composto)
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Non mi sembra illogico, leggendo questa bella e malinconica poesia, dire che l’Autore parli di un periodo in cui i pensieri perdono di consistenza, dove sia meglio cancellare per tempo i sogni piuttosto che vederli svanire, e di ritmi e tempi monocordi e grigi, dove persino le parole si perdono a sillabe giorno dopo giorno, come poveri resti di un tempo compiuto, ora superstite con le sue mutilazioni.
Non è facile dire di cosa parla l’autore, non ho la pretesa di farlo. Ma dico quello che colgo. In questa poesia vedo due tempi: al primo tempo, quello del baratro, appartiene quel cancellare i sogni, spinti dalla certezza di vederli svanire sin dal loro sorgere. Immaginiamo di falciare margheritine appena spuntate in un prato verde. Il secondo tempo, quello che si pensava non dovesse addirittura esserci, è di osservazione ed anche di mesta meraviglia per ciò che resta, seppure a frammenti, seppure a sillabe. E’ un tempo superstite, reale. Ed anche il titolo è significativo. Un paragone- differenza tra qualcosa che fugge via più facilmente come la polvere e qualcos’altro che si deposita, s’attacca come la resina
il poeta parla di polveri ...la dissolvenza... e di resine... i legami... verseggia tra le righe con arte paragonando le mancanze o le perdite alle cose legate unite... s.



