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Impressioni 30 aprile 2018 · lettura 1 min · 471 letture

Polvere e resine

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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In polvere e resine i nostri pensieri si sciolgono. Ho cancellato sogni perché al sorgere come fiocchi sarebbero svaniti. Cadenze che come febbri ricorrenti vanno e canti che s’intonano ad un cielo grigio e di segni privo. Ed io giorno dopo giorno perdo sillabe che inutili stavano a bordo riga e senza note... di un tempo superstite poveri resti .
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Commenti (3)

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poeta per te zaza30 aprile 2018

Non mi sembra illogico, leggendo questa bella e malinconica poesia, dire che l’Autore parli di un periodo in cui i pensieri perdono di consistenza, dove sia meglio cancellare per tempo i sogni piuttosto che vederli svanire, e di ritmi e tempi monocordi e grigi, dove persino le parole si perdono a sillabe giorno dopo giorno, come poveri resti di un tempo compiuto, ora superstite con le sue mutilazioni.

Rosetta Sacchi1 maggio 2018

Non è facile dire di cosa parla l’autore, non ho la pretesa di farlo. Ma dico quello che colgo. In questa poesia vedo due tempi: al primo tempo, quello del baratro, appartiene quel cancellare i sogni, spinti dalla certezza di vederli svanire sin dal loro sorgere. Immaginiamo di falciare margheritine appena spuntate in un prato verde. Il secondo tempo, quello che si pensava non dovesse addirittura esserci, è di osservazione ed anche di mesta meraviglia per ciò che resta, seppure a frammenti, seppure a sillabe. E’ un tempo superstite, reale. Ed anche il titolo è significativo. Un paragone- differenza tra qualcosa che fugge via più facilmente come la polvere e qualcos’altro che si deposita, s’attacca come la resina

Matilde Marcuzzo1 maggio 2018

il poeta parla di polveri ...la dissolvenza... e di resine... i legami... verseggia tra le righe con arte paragonando le mancanze o le perdite alle cose legate unite... s.