Ombre
Massimiliano Zaino
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Ombre furtive tra il piòver sen vanno,
e dìcono a maggio:
"Forse spegneste voi il cero de’ i nùvoli,
il Sole!".
E appena dopo svanìscono. È tardi;
e i miei occhi non scrùtano
la Luna bianca,
né le lontane vette e l’alte pietre,
né questo caro sorriso di Vita,
né quel mellifluo fiòr che vibra e sogna,
e che saltella,
Amòr.
E quando suona del primo rosario
l’Ave, e come a me l’eco la riporta,
e mentre piove,
così mi pingo in solitario éremo;
e in questa steppa assente ci sono io...
io, e il Nulla.
©
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Sempre bravo nel comporre; complimenti! (Galante Arcangelo)
Commenti (1)
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Galante Arcangelo2 maggio 2018
Avvincente "racconto", con una trama insolita, nella quale si evincono proprio le luci ed ombre costituenti la sceneggiatura della vicenda in corso. Leggendolo, si deduce che l’autore lo ha scritto con impegno e fantasia, non priva di personale slancio emotivo. Un lavoro ben riuscito!

