Per te
alias Marina Pacifici
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Ricordo come fosse ieri quella notte di tormento,
la folgore improvvisa d’una perdita che abbacina e sconvolge.
L’alba incredula di allora, il mio sconcerto,
ritrovarmi nel naufragio alla deriva
dispersa in mare aperto.
Eppure, dopo tanti anni, all’improvviso
nell’incerta primavera agli albori
di te ritrovo il sorriso
i perduti colori di purezza
nel bocciolo di nostalgia delle mie ore.
Memoria amara, lacrima segreta, palpito struggente,
mio muto interlocutore
resti tra i petali di un indimenticabile amore
nel primo sole del mattino con perenne tenerezza.
Perché il passato che non concede sconti
addensa ombre di cenere e rimpianto sui miei giorni
offuscando aurore ed orizzonti.
E interrotta l’armonia rimane solo un’eco d’illusione e poesia.
Accordo il mio strumento, riordino lo spartito.
e, solitaria musicante, in silenzio vado via.
Non ti ho mai dimenticato, Padre,
nella dolcezza del più bel sogno infranto
e con il treno della notte
attendo che il tuo ricordo almeno torni,
accendendo la primavera di colore ed incanto,
a illuminare in una cometa d’emozione l’anima mia.
©
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