Mafia e travagghiu

Sono nato il 15 giugno 1971 a Saronno in provincia di Varese e dall’età di 13 anni vivo a Caltagirone in provincia di Catania. Sono educatore presso una comunità di minori da ventisei anni e amo il mio lavoro. Ho due figli che adoro. Amo la quiete ed il silenzio. Scrivere mi aiuta a sentirmi meglio quando la tristezz
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
bella giacomo spero di aver capito Segnalo (carla composto)
Segnalo con cuore sincero! Bravo, sempre... (Galante Arcangelo)
Molto bella Giacomo, . Un caro saluto! (Ela Gentile)
Sempre speciali i tuoi versi in vernacolo (Silvia De Angelis)
Buon fine settimana poeta (Silvia De Angelis)
Mi è piaciuta tantissimo... bravo Poeta (Sara Acireale)
Intenda lirica sf (Alberto De Matteis)
ho fatto fatica a capirla... poi sono riuscita... (Silvie)
molto bella... (Silvie)
Dedica bella e triste per una terra meravigliosa (Paola Galli)
Commenti (5)
bella la Sicilia , mare, sole ma purtroppo c’è una grande piaga sociale" la mafia" che porta i giovani ad allotanarsi dalla propria terra non trovando lavoro, ma non sempre si può scappare la terra è sacra e va protetta ...belllissimi versi in vernacolo che rendono l’idea della situazione attuale ...bisogna combattere per poter ristabilire il giusto equilirio... bella opera elogio sincero
Un vernacolo molto bello, forse in alcuni punti incomprensibile per me, per raccontare della Sicilia, terra amata, e della sua piaga "la Mafia" con i suoi strascichi e dipendenze. Un testo molto incisivo e ben costruito dall’eccelsa penna del poeta, di cui ammiro gli scritti e il suo poetare. Apprezzo molto e mi complimento.
Come sempre ci offri versi struggenti in uno spaccato di vita quotidiana nella nostra terra di Sicilia. Splendori miserie tenerezze della nostra gente, in una sofferenza e in un coraggio antico nell’affrontare ogni disagio. Versi memorabili che coinvolgono emotivamente a dare significato alla vita. Molto apprezzata!
Il lavoro è sacro e nessuno può venderlo o comprarlo. Dovrebbe essere così ma, purtroppo, in questa nostra Sicilia il lavoro manca, vige ancora la piaga della raccomandazione, la mafia e il malaffare prosperano. La nostra bellissima isola, meta di turisti che vengono da tutte le parti del mondo per ammirare il suo mare, il paesaggio ma anche i musei, l’arte, la civiltà millenaria è (purtroppo) inquinata da persone senza scrupoli che vogliono tenere i siciliani nel degrado. Dobbiamo svegliarci (scrive il Poeta) e ribellarci e chiedere il diritto al lavoro per i nostri figli, per questi ragazzi senza futuro.
Poesia in "lingua siciliana" di forte impatto per l’intensità con cui le parole scorrono ed entrano nel cuore del lettore... la Sicilia, l’antica Trinacria, baciata dal sole e dal mare, ricca di monumenti e di bellezze naturali, cantata da poeti e scrittori... eppure... li picciotti scappanu luntanu e nun sannu mancu cchiu sugnari. Che contrasto evidente e quanta tristezza in questi versi! Ma poi intravedo un barlume di speranza... i nostri figghi nun ponu sempri scappari. È il momento di resistere ai soprusi e alle sopraffazioni... occorre dare fiducia... il futuro dei nostri figli deve essere in questa terra, conclude il bravo Autore. Lirica che, a rileggerla, mette i brividi addosso per la forza delle parole, parole che inducono a riflettere





