Astrazione
Alfredo Mercutello
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Che le rovine siano polvere
è dato da un miscuglio semantico
i più diversi tratti
le asimmetriche figure geometriche
sento il fragore
il concerto dei suoi sordi tonfi
i rossi contorni
le ustionate dita gelide
un incessante sovrapporsi
lo sguardo di un unico piano
la catarsi dell’immoto
la multi dimensione dell’infinito
l’eiaculazione programmata
ad annuale scadenza
di un io non più mio.
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