Miseria
Croci severe,
d'amaro fiele intrise,
ove ali di cera
han trovato disciolte
la morte,
di cronico inganno
malate,
oh notte,
che avvolgi al tuo manto
il tempo già domo,
abbraccia le voci
e culla i lamenti
di voli dispersi,
soffia, su scogli
arditi di brezza,
tempeste di afflati,
al cosmico fonder
di speme salmastra,
che quieta sconquassa
il raggio di luce.
Le bianche ferite
nascoste al futuro
s'infrangon,
al gelido muro
d'inerzia dipinto,
che un cuore
mai intrepido, finto,
erige,
con triste memoria
di favole grigie,
oh giorno,
che accogli dei sogni
i ricordi svelati
da mani di volti
derisi,
da voci di coltre,
ai piedi di croci
rivolte,
trasforma le pene
che inseguon blasfeme
lo spirito esangue,
rischiara
la vita sorella,
invoca
silenzi di pace
negli animi oppressi.
©
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L'autore
Gian Franco Dandrea
Fissare su carta mediante parole, le emozioni di un momento, le vibrazioni dell'anima, il recondito sentire, è come mettere insieme le tessere di un mosaico, è come dipingere o creare musica. Ecco, la poesia è tutto questo messo insieme, i versi danno colori, note musicali, vibrazioni al cuore, è una festa multimediale
Commenti (2)
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Zima30 novembre 2007
molto bella, sonora, rime mai banali e quasi impercettibili... si sentono donando musicalità e ritmo, ma senza infastidire. il corpo centrale incalza angosciante, ma a partire da ”oh giorno” la poesia assume un tono più luminoso e pacato, come se davvero il sole ci avesse investito in quel momento... riuscitissima lirica, letta d'un fiato!
F
Francesca Coppola30 novembre 2007
quasi una preghiera, con spunti interessanti e lettura scorrevole e coinvolgente!
