La sera
Lucia Zappalà
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Non amo il giorno
perché la porta si spalanca,
entrano le ore
e dicono di alzarmi.
Perché mi strazia
il caos assordante dello sciame.
Tutti corrono per vincere,
veloci, senza sorrisi,
sguardi o parole.
Gareggiano col rumore dell’egoismo
e le ali tristi della vanagloria.
Cosa avrà sul podio quella folla!
Vorrei capirlo.
Adoro invece la sera
perché non incombe più il tempo,
muore la frenesia della competizione,
tutt’intorno fa silenzio,
la gente si ferma
e finalmente vive.
Danzano le foglie d’autunno
accarezzando la terra,
canta la luna con tacite note,
suonano le stelle violini silenti
e fumi dai camini si sporgono
per acclamare.
Sul nero della sera
s’infuoca il desiderio,
e luccica degli amanti
la passione.
È passaparola di tenerezze.
È scambio di ninnananne preziose.
©
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L'autore
Lucia Zappalà
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bellissima, profonda... Complimenti (Vito Marco Giuseppe)
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