Il Re del destino
Saverio Chiti
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- Incandescente è il ferro che batto
ne farò spada che m’assomiglia
un autoritratto, una meraviglia...
un dono ai posteri venturi
quando tutto di me diverrà mito -
Nel vento che s’alzerà un domani
su sguardi fieri e cuori puri,
di un infuocato destino che fu di titani
forgiato nel fuoco dal Re catafratto
padrone assoluto di un castello turrito.
Cocente è ora il fato, nel suo ricordo
di epiche battaglie con l’infuocata spada, in comune accordo
plasmata a sua immagine di mai violata paura
e nulla fu rivolto a quel pensiero che abiura
il fato, così come lo fu di lui, premio più ambito.
Il Re del destino, altisonante nomea di Artù
che con la mitica Excalibur, visse un mondo, che ora non v’è più
se non nelle fiabe e nelle fantasie di chi in quel Re
trova ancora il coraggio d’essere Cavaliere d’ogni perché
e a quella memore tavola rotonda, sogno per molti proibito.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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