Vuoto
Un dolore continuo alla nuca.
Poi
con un tonfo sordo
come un posacenere di cristallo
la testa in mille frantumi.
Danza pazza
di una miriade di luci
riflessi luminosi che soggiogano l’anima
razzi colorati che solcano profondità siderali.
D’improvviso il buio.
Immenso.
Accecante.
Pupille dilatate.
Respiro impercettibile.
Rumori distanti anni luce.
Contemplazione.
Venerazione.
E gli spazi si riempiono di vuoto.
©
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