"Battono le ore"
Stefano Drakul Canepa
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Le parole scorrono
lente come le ombre della sera
e niente fermerà il declino
di un tempo malato
È la ballata di un uomo morto
in attesa della notte
con la luna che risplende
dietro alle nuvole grigie
Battono le ore
i rintocchi sopra al legno
le pareti ormai si chiudono
nell’eterno oblio del nulla
È la preghiera di un solo giorno
sussurrata sulle corde
strette intorno al collo
e il respiro si fa stanco
Tutto buio, vuoto intorno.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
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Commenti (1)
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Mina Cappussi28 maggio 2018
Le ore battono ritmando i versi di Stefano Canepa che scrive la “ballata di un uomo morto” centellinando le parole che “scorrono lente come le ombre della sera”. Un sentire atroce di dolore per il “declino di un tempo malato” che accompagna le ombre della notte. E’ un momento magico, questo, in cui i sogni prendono forma e le pareti sembrano “chiudersi nell’eterno oblio del nulla”. Ritmo ansiogeno in cui la morte fa capolino di continuo, giunge alla disperazione di “corde strette intorno al collo” nel nauseante distacco dalla vita, che spegne le sue ultime luci nel buio del nulla.

