Rughe
Alboraletti Enrica
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Torno,
ora torno dal mirare silenzioso in languidi anfratti,
del passare del tempo ho visto gli inganni
Li or posata su candido fiore
una farfalla perduta,
oltre uno scorrer di greve voce mi porta al vecchio ruscello
e allo sciacquio d’un acqua di lago che se pur chiara di plastica abbonda.
Nel sibilo lontano d’un vento che di polvere ha solo l’odore
alquanto rallenta la speranza di verde nel cuore.
Mi ritiro con nessuno d’intorno,
un antico specchio mi
rimanda un’immagine vera,
di rughe si empie la mia sera.
©
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
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Ho letto con gran piacere la poesia. (Francesco Rossi)
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